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Sergio Bianchi

Lawrence d’Arabia


Sergio Bianchi. Un nome come altri nell’albo d’oro del Campionato Italiano di scacchi per corrispondenza. Sergio è nato lontano, in Argentina, nel 1920 – chissà perché e chissà per come – ma visse e morì a Firenze. Maestro ASIGC, iscrisse il suo nome negli annali della storia scacchistica nazionale quando dominò il XIV Campionato Italiano per corrispondenza (16 gennaio 1961 - 6 maggio 1962) con un assolo “quasi” fischeriano: “Sergio Bianchi è il nuovo campione italiano / Due giocatori dominano la 14ª edizione del campionato italiano: Sergio Bianchi e Fiorentino Palmiotto. / Pattata la sfida diretta, Bianchi vince tutte le altre partite; Palmiotto le vince tutte meno una patta che gli costa il titolo nazionale”(1). E sempre per corrispondenza Sergio rappresentò più volte la squadra italiana in gare internazionali: per esempio nel I Campionato Europeo a squadre e nella II Coppa Latina.
A tavolino, invece, Sergio si concesse sempre rarissimamente, nonostante la sua forza – palesata  a tutte le ore del giorno e della notte, purché in partite sans façon e preferibilmente contro avversari compiacenti – fosse nota a tutti. Partecipò, se non altro, al XII Campionato Italiano della cosiddetta “Federazione Scacchistica Italiana” (Firenze, 6-15 maggio 1948), ove si piazzò 39°-43° su 52, anni luce lontano dal suo rinomato concittadino Vincenzo Castaldi. Eppure, anche a tavolino, Bianchi era un cavallo di razza, tantoché Chicco e Rosino, nella loro “Storia degli Scacchi in Italia” (Venezia, Marsilio Editori, 1990), non esitano a definirlo “giocatore dallo stile brillante” (p. 432), nonostante fosse notoria la sua idiosincrasia per le gare a tavolino e per le gare in generale. Incredibile ma vero: Sergio Bianchi aveva paura di giocare vis-à-vis. Non solo lo terrorizzavano gli avversari più titolati, ma anche – e fors’anche di più –  i ragazzotti – perlomeno i più vispi – cui lui stesso aveva insegnato a giocare a scacchi nelle salette dei caffè dove svernava tutto il giorno. Un cuore di cristallo in un corpo di toro. Era il segreto di Pulcinella – anche se era un segreto – e tutti se lo tenevano per sé. Un omone grande e grosso che moriva di fifa e di strizza. Tuttavia, alla scacchiera Bianchi era fortissimo. Quante partite per corrispondenza ha salvato a Tizio e Caio, con analisi senza risparmio, a fondo perduto, come e più che se fossero state partite sue! Di quanti illustri Tizi è stato il “ghost-player” in partite campali di cui poi Tizio si sarebbe vantato (con Caio); quante volte Davide ha infinocchiato Golia solo grazie al “pensiero stupendo” del signor Bianchi! Ne sa qualcosa il signorilissimo farmacista di Sarteano, Carlo Bologni, che di Bianchi fu amico carissimo e sincero.
Sergio era così, un perdigiorno generosissimo e disinteressato, sempre accovacciato in un bar, sempre pronto ad iniziare all’arte degli scacchi ignari avventori di caffè e neofiti di ogni età e censo. Un instancabile divulgatore; un analista profondo cui interessava tutto di tutti. Credo che già mio padre e mio zio avessero imparato a giocare a scacchi da lui, nella Rifredi d’anteguerra e/o del primo dopoguerra. E comunque alla sua scuola... di strada si sono istruiti un po’ tutti, fiorentini ganzi e fiorentini gonzi, compresa la stella degli anni ’70 Sergio Mariotti.
Bianchi morì il 16 aprile 1978, stroncato da un infarto, mentre sedeva al Bar Genio in via San Gallo. Lo circondavano tre scacchiere e frotte di persone. Quello era solo l’ultimo ricovero, l’ultima stazione dell’ormai stanco guerriero. Ancora per anni – ma non poi molti – le mura scrostate e fatiscenti del Genio avrebbero trattenuto l’ultimo volo dell’imperatore.
La sua dedizione agli scacchi non gli valse alcuna tranquillità economica – ammesso che a lui quella tranquillità interessasse. Gli scacchi erano il suo “Deserto dei Tartari”: un non-luogo, un labirinto di 64 case dove nascondersi sotto gli occhi di tutti. Bianchi era povero. Dimorava a casa di una sorella, più ospite che fratello, e si manteneva riparando orologi, vecchie ferraglie arrugginite, polverosi meccanismi inceppati che lui, con dita aggraziate e pazienza da orafo, riusciva sempre miracolosamente a rimettere in moto, ogni volta per un’ultima corsa. Inutile dirlo: si trattava di orologi per gli scacchi...
Forse per questo – ma non solo per questo – una volta morto sarebbe mancato moltissimo a tutti.

P. Rossi – S. Bianchi
XIV Campionato Italiano per corrispondenza, 16 gennaio 1961 - 6 maggio 1962.
Italiana C54

1. e4 e5 2. d4 exd4 3. Cf3 Cc6 4. Ac4 Ac5 5. c3 Cf6 6. cxd4 Ab4+ 7. Cc3
L’attacco prediletto da Gioacchino Greco il Calabrese.
7. ... Cxe4 8. 0-0 Axc3 9. d5!?
Il controverso “Attacco Möller” (1898). L’alternativa 9. bxc3 d5 non impensierisce il Nero: dopo 10. Aa3? dxc4 11. Te1 f5 12. Cd2 Rf7 13. Cxe4 fxe4 14. Txe4 Df6 il Nero non ha compenso per l’Alfiere sacrificato, Steinitz – Em. Lasker, Mosca 1896, 1ª del match.
9. ... Af6
Un altro modus vivendi è 9. ... Ce5 10. bxc3 Cxc4 11. Dd4 f5! 12. Dxc4 d6 13. Cd4 0-0 14. f3 Cc5 15. Aa3 (chissà però che non prometta di più 15. Ag5, come prescrive l’Enciclopedia jugoslava delle Aperture) 15. ... b6 16. Axc5 bxc5 17. Cc6 Df6 18. Tfe1 Ad7 19. Te7 Tf7 20. Tae1 Txe7 21. Txe7 Td8! con preferenza per il Nero (Pinski). Un’analisi da computer!
10. Te1 Ce7
10. ... 0-0(?) 11. Txe4 Ce7 12. d6! è una trappola tematica: 12. ... cxd6 13. Ag5 Cg6 14. Dd5 con l’iniziativa (Unzicker).
11. Txe4 d6 12. g4?
Il compromettente attacco alla baionetta di Karl Schlechter! “Una piccola variante marginale che si vede talvolta a livello amatoriale, e che può condurre a vittorie inebrianti, è 12. g4?, ma io non ci credo. Questo ‘attacco alla baionetta’ ricorda un assalto di fanteria contro un bunker in cui tutti hanno una mitragliatrice... Dopo mosse normali per il Nero come 12. ... 0-0 13. g5 Ae5 14. Cxe5 Af5 15. Te3 dxe5 16. Txe5 Dd7 possiamo concludere che il Re bianco dovrà arrendersi abbastanza presto”, opina Jan Pinski nella sua monografia “Italian Game and Evans Gambit”, Londra, Gloucester Publishers, 2005, p. 28.
La cruna dell’ago di tutta la variante è naturalmente 12. Ag5 Axg5 (12. ... Af5 – la cosiddetta “Variante Camorani”, cui il Grande Maestro honoris Caissa Enrico Paoli dedicò un lungo articolo ne L’Italia Scacchistica, n. 3, marzo 1952, pp. 65-69 – è disattesa da 13. Ab5+ Rf8 14. Te3 Axg5 15. Cxg5 h6 16. Cf3 con pericolosissima iniziativa del Bianco) 13. Cxg5 h6! da cui, per esempio, 14. De2 hxg5 15. Te1 Ae6 16. dxe6 f6 17. Te3 c6 18. Th3 Txh3 19. gxh3 g6 20. Dd2 d5 21. Dc3 d4 22. Df3 Da5 23. Te2 Df5 24. Da3 Df4! 25. Ad3 f5 26. Dc5 b6 27. Dc4 0-0-0 28. a4 Th8 -+ 29. a5 Txh3 30. Te1 b5 31. Dc2 Dxh2+ 32. Rf1 Dh1+ 33. Re2 Df3+ 34. Rd2 Dxf2+ 35. Rd1 Dxc2+ 36. Rxc2 Rc7 37. b4 Rd6 38. Il Bianco abbandona, Fang – A. Ivanov, Manchester (Stati Uniti) 1999.
12. ... 0-0 13. a4!??
Un’innovazione? Comunque dopo 13. g5 Ae5 14. Cxe5 il difendente, oltre alla citata variante di Pinski (14. ... Af5), può anche considerare 14. ... dxe5 15. Txe5 Cg6 16. Te1 Dd7 con preferenza per il Nero (analisi di Keres).
13. ... Cg6 14. Ta3 Te8 15. Tae3 Ad7 16. Aa2 Txe4 17. Txe4 c5 18. Ab1 Db6 19. Dd3
Difeso indirettamente il Pb2 (19. ... Axb2?? 20. a5!), il signor Rossi procede come da programma, ma il signor Bianchi non divaga.
19. ... Te8 20. Txe8+ Axe8 21. g5
Un altro passo nel vicolo cieco, ma anche dopo una scelta più prudente quale per esempio 21. b3 Db4! il Nero domina la situazione.
21. ... Axb2 22. De2 Axc1 23. Dxe8+ Cf8 24. Af5(!)
Resistere, resistere, resistere! Se invece 24. Axh7+ allora 24. ... Rxh7 25. Dxf8 Db1! con decisivo consolidamento del Nero (per esempio: 26. Dxf7 Axg5+ 27. Rg2 Ah6 -+). Adesso, se non altro, il Bianco minaccia 25. Ae6! Dc7 (25. ... fxe6?? 26. dxe6 +- Δ e6-e7) dopodiché:
[ P. Rossi - S. Bianchi; per corrispondenza, 1961-1962 ]

24. ... Db3! 25. Ae4 h6 26. h4 hxg5 27. hxg5 g6 28. a5 Da3 29. De7 Da4 30. Dxb7
Disperazione. Il Bianco scommette tutto sul Pa6!
30. ... Dxe4 31. Dxa7 Dxf3 32. a6 Axg5 33. Db8 Ah4 34. Db2 Axf2+! 35. Il Bianco abbandona.
Infatti, dopo 35. Dxf2 (il Bianco non può permettersi né 35. Rh2 Dg3+ 36. Rh1 Dg1 matto né 35. Rf1 Ad4+ 36. Re1 Axb2 37. a7 Ac3 matto) 35. ... Dxf2+ 36. Rxf2 Cd7 il candidato alla corona è un “dead Pawn walking”.


(1) http://www.asigc.it/storia/Storia1.htm.