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Amor ch’ha nullo amato amar perdona

Giovanni Lucci


Non sarà stata una signora, “una con tutte stelle nella vita”, ma agli occhi della Maestra statunitense Mary Bain (1904-1972), a Stoccolma nel ’37, Clarice Benini si presentò non come una smunta zitella, ma come “un’attraente, alta, giovane donna bruna”(1). E più o meno negli stessi anni, al Caffè delle Giubbe Rosse, elitario bivacco d’artisti e perdigiorno, il suo nitido profilo, i suoi occhi accesi d’uno sguardo distante, intenerirono nientemeno che Eugenio Montale. Il gossip è confermato dal settimanale regionale di informazione on line Toscana Oggi:
Come a voler confermare dal vivo la già ricordata potenza della Donna negli scacchi. Capace in altri tempi, sempre a Firenze, di conquistare pure il cuore di Eugenio Montale, che, frequentando il caffè delle Giubbe Rosse — dov’era allora il circolo degli scacchi, che aveva tra i protagonisti il già ricordato Rosselli del Turco — sembra si sia innamorato della grande campionessa Clarice Benini, a cui si sarebbe poi ispirato per la poesia “Nuove Stanze”(2).
Nuove Stanze

Poi che gli ultimi fili di tabacco
al tuo gesto si spengono nel piatto
di cristallo, al soffitto lenta sale
la spirale del fumo
che gli alfieri e i cavalli degli scacchi
guardano stupefatti; e nuovi anelli
la seguono, più mobili di quelli
delle tua dita.

La morgana che in cielo liberava
torri e ponti è sparita
al primo soffio; s’apre la finestra
non vista e il fumo s’agita. Là in fondo,
altro stormo si muove: una tregenda
d’uomini che non sa questo tuo incenso,
nella scacchiera di cui puoi tu sola
comporre il senso.

Il mio dubbio d’un tempo era se forse
tu stessa ignori il giuoco che si svolge
sul quadrato e ora è nembo alle tue porte:
follia di morte non si placa a poco
prezzo, se poco è il lampo del tuo sguardo
ma domanda altri fuochi, oltre le fitte
cortine che per te fomenta il dio
del caso, quando assiste.

Oggi so ciò che vuoi; batte il suo fioco
tocco la Martinella(3) ed impaura
le sagome d’avorio in una luce
spettrale di nevaio. Ma resiste
e vince il premio della solitaria
veglia chi può con te allo specchio ustorio
che accieca le pedine opporre i tuoi
occhi d’acciaio


Eugenio Montale, 1939(4)

M. Bain – C. Benini
Stoccolma, 1937
Gambetto di Donna rifiutato D12

Il virgolettato è de L’Italia Scacchistica, n. 8, 15 settembre 1937, p. 151, e del Maestro Internazionale Giorgio Porreca, L’espresso, n. 40, 3 ottobre 1976, p. 125.

1. Cf3 d5 2. d4 Cf6 3. e3 Af5
“La Benini trattava le aperture senza fronzoli; fianchetti e difese a riccio erano fuori dalla sua mentalità”. (Porreca).
4. c4 c6 5. Db3 Db6 6. Cbd2
“La fobia dell’impedonatura! La mossa corretta è 6. Cc3”. (L’Italia Scacchistica).
6. ... e6 7. c5 Dxb3 8. Cxb3
“Coerente ma poco felice. Esatto era 8. axb3 e subito dopo b3-b4-b5”. (Porreca).
8. ... b6!
“Impedisce 9. Ca5 e mina i Pedoni avversari”. (Porreca).
9. Ad2 Ac2!
“La Benini si fa pericolosa. Se ora 10. Ab4? a5 11. Aa3 b5! e il Bianco perde un pezzo!”. (Porreca).
10. cxb6
“Un po’ migliore era 10. Tc1 sebbene dopo 10. ... Axb3 11. axb3 bxc5 e ... Ce4 il Nero abbia già l’iniziativa”. (Porreca).
10. ... axb6 11. Cc1 Ae4 12. Ce5
“Sembra migliore 12. Ae2 seguita eventualmente da a3, Ca2, 0-0”. (L’Italia Scacchistica).
12. ... Ad6 13. Ccd3 0-0 14. f3 Ag6 15. Ab4 Axb4+ 16. Cxb4 c5! 17. dxc5
“Dopo l’apertura della colonna ‘b’ la partita è seriamente compromessa, ma anche dopo 17. Cbd3 c4 18. Cb4 il Bianco non sta bene avendo chiuso l’Alfiere di Re”. (L’Italia Scacchistica).
Più probabilmente però, dopo 17. Cbd3 Mary temeva 17. ... exd4 18. exd4 Ta4 con pronta esecuzione del Pd4.
17. ... bxc5 18. Cbd3 c4! 19. Cxg6 hxg6 20. Cc1 Ca6 21. Rd2 Cc5 22. Ae2 Tfb8 23. Rc2 Tb6 24. b3
“Il Bianco era ora certo di alleggerire la situazione con qualche cambio”. (Porreca).
24. ... Tab8!?
“Il sacrificio d’un Pedone è correttissimo e probabilmente necessario per ottenere la vittoria”. (L’Italia Scacchistica).
Un altro modus operandi era tuttavia 24. ... Cxb3! 25. Cxb3 Txa2+ 26. Txa2 cxb3+ 27. Rb2 bxa2+ 28. Rxa2 Rf8 con un Pedone di più per il Nero, ma... Clarice i Pedoni preferiva sacrificarli!
25. bxc4?
“Dopo 25. Tb1 il Bianco resta completamente bloccato e il Nero può realizzare la manovra Cf6-e8-c7-a6-b4”.
25. ... Tb2+ 26. Rc3?
“Così il Bianco prende matto in poche mosse, ma anche 26. Rd1 non salvava. Per esempio: 26. Rd1 dxc4 27. Axc4 Td8+ 28. Re1 Tdd2 29. Ce2 Cd5 con attacco vincente”. (L’Italia Scacchistica).
26. ... Ca4+?
Clarice non si avvede di 26. ... e5!! (Δ 27. ... Cfe4+ 28. fxe4 Cxe4+ 29. Rd3 Td2 matto) 27. Cb3 (27. cxd5 Ca4+ 28. Rd3 Tc8 e poi matto) 27. ... Ca4+ 28. Rd3 dxc4+ 29. Rxc4 Tc2+ 30. Rd3 Tbc8 e lo scaccomatto del Nero scivola sul velluto.
27. Rd4 Td2+ 28. Re5 g5!?
“Chiudendo con calma ogni fuga”. (L’Italia Scacchistica).
Mera apparenza... Urgeva invece presentarsi all’incasso con 28. ... Cxc3 e 29. ... dxc4.
29. Td1 Tbb2 30. Txd2 Txd2 31. Tb1?
Addio alle armi! Dopo 31. c5! Rf8 32. Rd6 Tc2 lo scaccomatto del Nero è illusorio, a meno di non avverarlo con autolesionistici deliri; per esempio: 33. Ad1 Ce8+ 34. Re5 Td2 35. Axa4?? Re7! 36. Axe8 f6 matto.
31. ... dxc4! 32. Axc4 Cd7+ 33. Il Bianco abbandona.
Appena prima di 33. Re4 Cc3 matto (33. ... f5 matto).


(1) http://blog.chess.com/batgirl/women-in-chess---1937.
(2) Marco Lapi, “Scacchi, quando le donne presero il potere”, Toscana Oggi, 5 luglio 2007.
(3) “Forse non tutti sanno che la Martinella è la campana di Palazzo Vecchio, a Firenze”. Egugenio Montale, “Le Occasioni”, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1976, p. 113.
(4) Egugenio Montale, “Le Occasioni”, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1976, pp. 97-98.