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Il ragionier Cappello

Lawrence d’Arabia


[PGN]
Guido Cappello
182 partite
[PGN]
Guido Cappello (Pisa, 14 aprile 1933 - Milano, 17 agosto 1996). Ragioniere. Non solo una professione, ma anche un ordine, un titolo, una sicurezza nell’Italietta degli anni ’60, quando ogni dottor Qualcuno e ragionier Qualunque ostentavano orgogliosi le loro prime luccicanti Seicento. Guido nacque a Pisa, ma girovagò per tutto il paese, all’ombra dei pellegrinaggi del papà Aurelio, pastore evangelico, dal quale ereditò la passione per gli scacchi. Diplomato ragioniere, Guido si trasferisce a Trieste per mercede e pensione e sempre a Trieste si sposa. Un uomo qualunque. Un altro ragionier Qualunque nell’Italietta dei dottor Qualcuno.
XXI Campionato Italiano assoluto di scacchi; Perugia, 1960. Il primato è di un giovane out-sider, non ancora Maestro di scacchi: Guido Cappello, diplomato ragioniere. Guido irride pronostici e titolati avversari con attacchi avventurosi e combinazioni scintillanti. Il solo precedente di un Campione non-Maestro risaliva al lontano 1936, allorché dell’elmo di Scipio si cinse la testa l’allora studente di Medicina Vincenzo Castaldi.
Se son rose fioriranno, si disse, ma ahinoi, l’Italietta dorotea non era il paese delle meraviglie e il ragionier Cappello, con pragmatismo già settentrionale, si votò anima e corpo a lavoro, famiglia e risparmio, e “zippò” gli scacchi nell’illusoria directory del tempo libero. Nel ’63 Guido si trasferisce a Milano e si iscrive alla Società Scacchistica Milanese, i cui colori difenderà soventissimamente negli anni avvenire in campionati a squadre e non. Gli anni “qualunque” del ragionier Cappello saranno anche proficui in ambito scacchistico, ma mai più rievocheranno le promesse del (suo) magico 1960. Tuttavia, se non Little Italy, i suoi scacchi ammaliarono la lontana steppa russa. Nella storia patria, in verità, due soli italiani saranno onorati di diritto di cittadinanza in Unione Sovietica, nei santuari della superpotenza degli scacchi: Sergio Mariotti (Leningrado, 1977) e Guido Cappello (Baku, 1964). Baku, altrimenti detta la “città dei venti”, non è Mosca né Leningrado, ma è se non altro la città natale di Garry Kasparov. I periodici italiani dedicarono sì e no sei righe all’avventura sovietica di Guido, benché la partecipazione di un Maestrino italiano al Torneo di Baku non fosse un fatto di tutti i giorni nell’Italietta dei dottor Qualcuno e dei ragionier Qualunque. L’inizio fu un calvario per Guido: era fuori esercizio, ancora ingessato nella nebbiolina padana dei suoi giorni conformisti, ma poi aprì gli occhi, e poi gli si aprì il cuore, e la sua scacchiera s’infiammò anche nella remota città dei venti. Come ricorda Franca Dapiran: “Partecipa a fine 1964 al torneo di Baku dove raccoglie gli applausi e viene citato in un articolo sul giornale locale per una sua mossa in apertura particolarmente brillante” (1).
Negli anni avvenire, lemme lemme, il ragionier Cappello si rassegnò a vivere di ricordi (scacchistici), dedito com’era a rimpinguar posizione e risparmio, colonne d’Ercole di una vita ordinata, operosa e programmata. Le vacanze scacchistiche divennero sempre più rare, quasi una licenza, come giorni in nero in un flusso di anni ormai già fatturati e dichiarati. I suoi più intimi capitali, i suoi beni più preziosi, tutti annidati nella sua biblioteca scacchistica, saranno ereditati dopo la sua morte da un circolo di scacchi lombardo: son tutte gemme e collane in cirillico, di Pravda e di 64.
Rincontriamo il ragionier Cappello negli anni ’90, dopo un lungo oblio. Ormai in pantofole imbottite, in pensione, dopo sette lustri di anonimo contabilato, con un piede nella fossa e l’altro con la gotta, ma col cuore e lo spirito di trent’anni prima, il ragionier Cappello ricominciò tutto daccapo e, contro ogni dogma di biologia, si inebriò in terza età di una soprannaturale seconda giovinezza scacchistica. Un profluvio di partite meravigliose e di premi di bellezza, come nella sua primavera: per esempio al Memorial Crespi del ’95, allorché demolì il granitico Gambetto di Donna del Grandmaster croato Miso Cebalo con un ordito di sacrifici intuitivi e profondi. La clessidra è però inflessibile, come e più dell’aritmetica. Guido era ormai all’osso e fu ricoverato in ospedale. Sopravvisse. Fu dimesso, previa consegna d’assoluto riposo. Ma il ragionier Cappello, per la prima volta in vita sua, non investì la sua pensione in prudenti e sicure obbligazioni: ’fanculo a società, previdenza e provvidenza! Con l’illusa disperazione di un dead man walking, animò e presenziò tutti i tornei di scacchi della pianura padana. Una missione, un estremo eroico sacrificio, come la prima Maratona di Grecia. Guido Cappello, già Campione Italiano di scacchi, diplomato ragioniere, muore a Milano il 17 agosto 1996, allo zenit della sua estate scacchistica.

Ecco come Guido affrontò il Maestro Inernazionale Stefano Tatai nel suo mitico Campionato Italiano del 1960. Ricorda il Maestro pisano Pierluigi Beggi:
Al Campionato Italiano di Perugia 1960 io soggiornavo nello stesso albergo con lui e Pegoraro. Una mattina Cappello venne da me e mi disse: “Oggi gioco con Tatai; che cosa gioca contro e4?”. Gli dissi che l’avevo visto giocare una Siciliana e, dopo 1. ... c5 2. Cf3 d6 3. d4 cxd4 4. Cxd4 Cf6 5. Cc3 a6. (Poi scoprii che si chianava Najdorf). “E che cosa si gioca con il Bianco?”, mi domandò. Io gli risposi che avevo visto un sistema con Ag5, f4, Df3 e arrocco lungo.
“Mi basta così”, disse lui, “attacco subito” (2).
G. Cappello - S. Tatai
Perugia, 1960
Siciliana B96

1. e4 c5 2. Cf3 d6 3. d4 cxd4 4. Cxd4 Cf6 5. Cc3 a6 6. Ag5 Cbd7 7. f4 Dc7 8. Df3 e6 9. 0-0-0 b5
Più solita è 9. ... Ae7 10. g4 b5.
10. Axf6!?
Cappello improvvisa... Il leit motiv è (era) 10. e5 Ab7 11. Dh3 dxe5 12. Cxe6 fxe6 13. Dxe6+ Ae7 (Unzicker - Pfeiffer, Norimberga 1959) con una messe di varianti controverse: 14. Axb5 o 14. Axf6 gxf6 15. Ae2 h5 16. Axb5 (H. Müller), a proposito delle quali ancor oggi i teorici cavillano!
10. ... Cxf6
L’obbrobriosa 10. ... gxf6?? è vieppiù confutata da 11. e5 Ab7 12. Dh5.
11. e5 Ab7 12. Axb5+!?
Audaces fortuna juvat!
12. ... axb5 13. Cdxb5 Db6?
Più arcigna era 13. ... Db8(!), da cui forse 14. De2 Cd5 15. Cxd5 Axd5 16. Txd5!? exd5 17. Cc7+! Rd8 18. Cxa8 Dxa8 19. Rb1 con un nebuloso (e forse non abbastanza esauriente) compenso per l’Alfiere.
14. Txd6! Cd7??
Harakiri! Se 14. ... Axd6 allora 15. Dxb7! (15. Cxd6+? Dxd6! 16. Dxb7 Tb8! 17. Cb5 Db6 -+) 15. ... De3+ 16. Rb1 0-0 17. Cxd6 e la preponderanza pedonale compensa ad abundantiam la Qualità. Era però di prammatica 14. ... Dxb5!? 15. Cxb5 Axf3 16. Cc7+ Re7 17. Cxa8 Axa8 18. Thd1 Axg2 (e non 18. ... Ad5 19. c4 Ce4 per 20. Ta6! Axc4 21. Ta7+ Re8 21. Ta8+ Re7 22. Tdd8! con penetrazione decisiva) 19. exf6+ Rxf6 20. Td8 g6 21. a4 Ag7 22. Txh8 Axh8 23. b4 con risultanze controverse, in cui però, verosimilmente, i tre Pedoni uniti e passati compensano la “Quantità” del Nero.
15. Txb6 Axf3 16. Cc7+ Rd8 17. Cxa8 Axa8 18. Td1 Rc7
Se non altro, dopo 18. ... Rc8 la penetrazione del Bianco è appena più laboriosa: 19. Ta6 Axg2 20. Ta7 Ac6 21. a4 (21. Td4!? e 21. ... Ac5? è confutata da 22. Taxd7!) 21. ... f6 22. Cb5 Axb5 23. axb5 Cb6 24. Td3 e le Torri bianche maramaldeggiano.
19. Ta6 Ab7
Adesso 19. ... Axg2 è confutata da 20. Ta7+ Ab7 21. Txb7+ (o 21. Txd7+).
20. Cb5+ Rd8
Se 20. ... Rc8 allora 21. Tad6! Axd6 22. Cxd6+ Rc7 23. Cxb7 finis, mentre dopo 20. ... Rb8 è annichilante 21. Ta5.
21. Ta7 Ac6 22. Cd6 Re7 23. Tc7 il Nero abbandona.

Trentasei anni dopo, ecco ancora Guido intento in sacrifici pirotecnici... Come disse Pablo Picasso: “Youth has no age”.

G. Cappello - V. Luciani
Milano, 1996
Francese C07

Il virgolettato è del Maestro Valerio Luciani, Scacco!, n. 3, marzo 1996, pp. 129-131

1. e4 e6 2. d4 d5 3. Cd2 c5 4. Cgf3 a6 5. c3 cxd4 6. cxd4 Cc6?!
“Bisognava prendere in e4 prima di giocare questa mossa”.
In effetti dopo 6. ... dxe4 7. Cxe4 Cc6 8. Ad3 Ae7 9. 0-0 Cb4 la posizione è equivalente (Parma); il Nero può inoltre rinculare nella “Variante Panov” della Caro Kann con 9. ... Cf6.
7. Ad3 Db6 8. 0-0! Cxd4
“Decidendo di accettare l’offerta, anche perché non si vede di meglio”.
9. Cxd4 Dxd4 10. Cf3!
“Migliore di 10. Cb3?! De5 11. f4 Dd6 e il Pedone in più del Nero ora è senza compenso”.
10. ... Db6 11. exd5 exd5 12. Te1+ Ae7 13. Ae3!
“Altro importante tempo guadagnato per l’attacco”.
13. ... Dd8 14. Ad4 Rf8
“Alla luce di quanto accaduto, 14. ... f6 non era così malvagia come in un primo momento sembrava”.
Ma probabilmente anche dopo 14. ... f6 15. Cg5!? il Bianco esplica una prestante iniziativa.
15. Dc2 h5 16. Dc3 Af6 17. Db4+ Ae7 18. Txe7! Cxe7 19. Dc3!!
“Beh, questa poi...”.
19. ... f6
“Che altro fare? Se 19. ... Tg8 20. Ah7 g6 21. Axg8 Cxg8 (21. ... Rxg8 22. Af6 e pressione micidiale) 22. Db4+ Re8 (22. ... Ce7 23. Af6) 23. Te1+ Ae6 24. Dxb7 e netto vantaggio del Bianco”.
20. Axf6! gxf6 21. Dxf6+ Rg8 22. Dg5+ Rf8 23. Df6+ Rg8 24. Te1 Df8 25. Dh4! Cf5 26. Axf5 Axf5
“Unica. Se 26. ... Dxf5 27. Dd8+ [27. Te8+! — N.d.R.] e vince”.
27. Dg5+ Dg7 28. Dxf5 Th6
“Se 28. ... Df7 29. Dg5+ Rf8 30. Ce5 e vince”.
29. Dxd5+ Df7?
“Completamente rintronato dalla valanga di pezzi abbattutasi sul mio Re, non riesco più a trovare il bandolo della matassa: dopo 29. ... Rh8 la partita è ancora tutta da giocare, così invece ho perso due tempi che si riveleranno fatali”.
In verità, anche dopo 29. ... Rh8 30. Te5 il Bianco domina la posizione.
30. Dd2! Dg7 31. h4!
“Ora, con il Cavallo che si assicura la casa ‘g5’, la partita si chiude”.
31. ... Rh8 32. Cg5
Minaccia 33. Cf7+!.
32. ... Tf6 33. Db4 a5 34. Da3 Tc6 35. Te7 Tc1+ 36. Rh2 Dd4 37. Dg3 Dxb2 38. Cf7+ il Nero abbandona.
Giacché se 38. ... Rh7 allora 39. Ce5+ R~ 40. Dg7#.


(1) Franca Dapiran, “Guido Cappello”, L’Italia Scacchistica, n. 10, ottobre 1996, p. 312.
(2) Pierluigi Beggi, Torre & Cavallo, n. 5, maggio 1996, p. 46.