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~ Copyleft © 1989 Alessandra Innocenti ~

Credo che lo scopo di un corso di scacchi per bambini sia quello di comunicare loro lo spirito del gioco e di avvicinarli progressivamente ad un tipo di ragionamento complesso. Poiché l’insegnamento deve essere adattato al livello della classe, il seguente programma, che come vedrai è piuttosto corposo, è adeguato ad un gruppo che ti segua con notevole interesse. Se sei costretto a rimanere ad un livello più elementare ti consiglio di proporre poche partite, molto brevi e molto semplici, e di insistere invece sui temi e sulla loro combinazione: molti problemi, dunque, e molte partite tra loro.

La lezione ideale dovrebbe avere una durata di due ore, di cui gli ultimi tre quarti d’ora circa dedicati al gioco. La mia lezione era così strutturata:
  1. Analisi di una partita;
  2. spiegazione di un tema e soluzione di uno o più problemi sull’argomento;
  3. problema a casa;
  4. gioco.
Ti consiglio di insegnare subito a leggere la scacchiera e a chiamare le case con il loro nome; ti consiglio inoltre di dettare i problemi e le posizioni di modo che prendano sempre maggiore dimestichezza con il linguaggio scacchistico. Ciò permetterà ai più interessati di leggere libri.

Nella spiegazione delle partite evita riferimenti alla teoria e illustra invece i concetti generali sottintesi all’apertura. Giustifica ogni mossa e nei punti cruciali poni domande e discuti le loro proposte, cercando sempre di dare una visione complessiva della situazione sulla scacchiera. Per il primo anno ti consiglio di mostrare soprattutto partite aperte e abbastanza brevi, perché il gioco di posizione, le manovre lente, possono risultare oscuri. Nel medio gioco mostra solo varianti che abbiano esiti chiari (matto, perdita di materiale, ecc.). Non presentare partite con finali prima di aver cominciato a spiegarli: i bambini preferiscono le battaglie spettacolari e un’eccessiva sottigliezza li annoia.

Oltre che rappresentare l’applicazione pratica di uno o più temi, i problemi servono ottimamente ad illustrare il concetto di “posizione”. Prima di tentare la soluzione sulla base del tema precedentemente spiegato, sollecita lo sguardo complessivo delle reciproche influenze dei pezzi e aiutali ad individuare i luoghi di tensione e le debolezze. Fin dalla prima lezione ho assegnato un problema a casa che riguardavamo prima di iniziare a giocare.

A circa metà corso ho introdotto l’abitudine di far trascrivere sul formulario le partite che i bambini giocavano tra loro e di analizzare le migliori. Ho cominciato inoltre ad allenarli a giocare con l’orologio (mezz’ora, naturalmente senza scrivere). All’inizio hanno incontrato molte difficoltà, ma credo che valga la pena di insistere, almeno con i più grandi. Con i più piccoli prova solo l’orologio.

Nelle loro partite ho imposto due regole severe:
  1. Pezzo toccato, pezzo giocato;
  2. se il tuo avversario mette un pezzo in presa, dillo e fai ripetere la mossa (non più di due volte a partita).
Ho pensato che ciò evitasse sia di speculare sulle sviste che di commetterne.

Racconta qualche storia sui campioni di scacchi, aneddoti e manie, vizi e virtù, di modo che le partite che presenti appaiano giocate da esseri umani.

Generalmente è difficile che i bambini, sebbene amici, riescano a collaborare nella soluzione dei problemi o nelle partite; se è possibile, fai dunque in modo che ognuno abbia lo spazio per sperimentare le proprie soluzioni.

Se nelle tue spiegazioni vuoi servirti della scacchiera murale procura che i bambini seguano il gioco sulle scacchiere da tavolo.

Per il principiante credo che talvolta sia meglio una certezza dogmatica (tipo “in apertura non muovere più volte lo stesso pezzo”, “evita di spingere i Pedoni dell’arrocco per non indebolirlo”, “non sviluppare il Cavallo sulle ali perché è più debole”, ecc.) ad un’incertezza, per quanto più attinente alle verità relative del gioco.

Nel risolvere le loro dispute ho sempre cercato di mettere in luce i valori etici e sportivi legati agli scacchi.

* * *

LIVELLO PRINCIPIANTI-INTERMEDIO

Programma per un corso di 64 ore.

  1. Presentazione del gioco. Lettura della scacchiera. Le figure il loro valore. Movimento dei pezzi. Regole dell’arrocco. Lo scacco. La promozione.
  2. Finali elementari: Re e Donna contro Re. Esercizi. Lo stallo. Re e due Torri contro Re. Allenamento sui finali elementari. Ogni tanto, durante il corso, ritorna su questi finali.
  3. Re e Torre contro Re. Attacco doppio: la forchetta. Esercizi.
  4. Analisi di una partita. L’infilata. Esercizi.
  5. Analisi di una partita. L’inchiodatura. Esercizi.
  6. Analisi di una partita. L’attacco di scoperta. Esercizi.
  7. Lo scacco di scoperta. Esempi pratici. Lo scacco doppio. Esercizi.
  8. Analisi di una partita. Re e due Alfieri contro Re. Allenamento su questi finali.
  9. Analisi di una partita. L’adescamento. Esercizi.
  10. Analisi di una partita. L’adescamento. Esercizi.
  11. Analisi di una partita. Il sovraccarico. Esercizi.
  12. Analisi di una partita. Il sovraccarico. Esercizi.
  13. Analisi di una partita. Il matto sull’ultima traversa. Esercizi.
  14. Analisi di una partita. Il matto sulla penultima traversa. Esercizi.
  15. Analisi di una partita. Il sacrificio di deviazione. Esercizi.
  16. Analisi di una partita. L’interferenza. Esercizi.
  17. Lo sgombero di una casa. Lo sgombero di una linea. Entrambi gli esercizi.
  18. Attacco contro il Re al centro. Analisi di una partita. Esercizi.
  19. Idem. Analisi di una partita. Esercizi.
  20. Analisi di una partita. Attacco contro il Re arroccato. Esercizi.
  21. Analisi di una partita. Attacco contro il Re arroccato. Esercizi.
  22. La distruzione dell’arrocco: il sacrificio in h7 (h2). Analisi di una partita. Esercizi.
  23. Attacchi contro il Re arroccato. Esercizi.
  24. Analisi di una partita. Re e Pedone contro Re. Allenamento.
  25. I finali con più Pedoni. Esempi pratici. Esercizi.
  26. Analisi di una partita. Altri esempi sui finali con più Pedoni. Esercizi.
  27. Analisi di una partita. Re e Pedone contro Re e Donna. Allenamento.
  28. Analisi di una partita. Torre e Pedone contro Torre. Allenamento.
  29. Torre e due Pedoni contro Torre. Finali di Torri con molti Pedoni. Esercizi.
  30. L’Immortale di Anderssen: analisi. Donna contro Torre. Esercizi.