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Eva alla scacchiera

Stefano Rosselli del Turco

La Lettura, supplemento mensile de Il Corriere della Sera, n. 3, marzo 1934, p. 285


[ Eva alla scacchiera ]Si dice che una signora francese, alla quale era stato domandato se conosceva il giuoco degli scacchi, rispondesse candidamente: — Oh certo: è uno dei tanti motivi di divorzio!
Questa è una storiella, ma se la medesima domanda venisse davvero fatta a cento delle nostre leggiadre signore, scommetto che a malapena si otterrebbe una risposta favorevole.
Eppure sono convinto che il giuoco degli scacchi dovrebbe essere il regno delle signore. Non chiederei loro con questo, né mi darebbero ascolto, di rinunziare neppure ad una delle loro attrattive e prerogative fisiche e spirituali, ma non sembrerebbe loro che il giocare bene a scacchi conferirebbe un’aureola in più, un piccolo diploma della loro intelligenza, fantasia ed equilibrio mentale, di cui danno tante prove nelle più svariate circostanze?
Ma dirò di più. Quelle poche signore che si mettono a giocare a scacchi ci riescono magnificamente. Una riprova, dirò così vivente, si ha nella ormai famosa giocatrice di scacchi, Miss Menchik, che può stare a confronto con i più grandi maestri. Miss Menchik vive in Inghilterra e questo sembra spiegare il fenomeno. A Londra ed in altre città inglesi, vi sono molte donne che giocano a scacchi: vi sono circoli esclusivamente femminili di scacchi, dove si fanno i loro bravi tornei e s’indicono campionati femminili per ogni categoria. Si dirà: altro clima, altri caratteri! Questo forse è vero riguardo alla volontà di giocare, ma non è poi del tutto sicuro riguardo alla capacità di riuscita.
Ho sott’occhio l’ultimo numero della rivista di scacchi inglese. Ebbene chi ha vinto la “Junior Girls’ challenge cup”? Aurora Tasselli. Non vi par di vedere sotto questo nome apparire il viso sorridente e sbarazzino d’una nostra compatriota?
Ma piaccia o non piaccia, in Italia non è più il tempo che una bella Jolanda vada alla conquista del suo paggio Fernando, giocando con lui una partita a scacchi; piuttosto cercherà di acchiapparlo con una partita a bridge!
Il giuoco degli scacchi non è di moda: ecco tutto. Ma, ed ora ritorno con insistenza alla mia fissazione, se la moda cambiasse, le nostre buone, belle e brave signore si accorgerebbero che vi è un campo di più per loro ove conquistare dei trionfali successi.
A Parigi si gioca ogni anno il campionato di scacchi, maschile e femminile, dei residenti in quella metropoli. Ebbene il campionato delle signore è stato vinto anche quest’anno, come lo fu l’anno scorso, da un’italiana, la signora Alice Tonini, che risiede a Parigi insieme a suo marito, il pittore Carlo Tonini di Trento. Né si creda che la vittoria sia stata facile. Per avversarie la Tonini aveva giocatrici di fama, di varie nazioni, alcune delle quali con titoli già acquisiti, come, per esempio, l’ex campionessa di Berlino, M.lle Krotosh. Anche questa è stata dalla Tonini regolarmente battuta; anzi perché i lettori possano da sé medesimi farsi un concetto della qualità del giuoco della nostra rappresentante, mostro questa partita, finora inedita.

M.lle Krotosh (Bianco), signora Tonini (Nero). Giocata nel Campionato femminile di Parigi 1933-’34. 1. e4 c5 2. Cf3 e6 3. c3 Cc6 4. Ab5 a6 5. Aa4 Dc7 6. d4 cxd4 7. Cxd4 Cf6 8. Ac2 Ac5 9. Cxc6 dxc6 10. 0-0 e5 11. h3 Ae6 12. Cd2 Td8 13. De2 0-0 14. Rh1 b5 15. b3 Tfe8 16. a3 Aa7 17. c4 Ad4 18. Tb1 Cd7 19. b4 Ac3 20. c5 (l’errore decisivo; ma il Nero stava già molto meglio) 20. ... Axd2 21. Axd2 Ac4 22. Ad3 Axd3 23. Dxd3 Cxc5! 24. De3 Cxe4 25. Ae1 Cd6 26. Dg3 Cc4 27. Tc1 f6 28. a4 Dd7 29. axb5 cxb5 30. f4 Dd3 31. Tf3 De4 32. fxe5 Dxe5 33. Dxe5 Txe5 34. Tg3 Te2 35. Ac3 Rf7 36. Tf1 Tde8 37. Ta1 T8e6 38. Rh2 Cb2 39. Ad4 Ca4 40. Ta3 T2e4 41. Ac5 Cxc5 42. bxc5 Tc4 43. Abbandona. Infatti il terzo Pedone bianco va perduto e non resta più alcuna speranza.

Ma, ora che ci penso non avrò mica messo in mente a qualche gentile lettrice di venirmi a spodestare dal mio titolo di campione?