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Go!

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Scacchi e Go. Parenti serpenti. Nella storia e nell’informatica. Giriamo agli interessati una recensione in tema della rivista Hacker Journal:
L’originalità vale la prova. La distro si chiama Hikarunix [“hee-kah-roo-nix” — N.d.R.] e funziona su qualunque pc dotato di drive Cd.
Basta inserire il disco e la distro live di questo Linux sarà pronta per il boot alternativo al sistema operativo presente nel computer.
La distro si carica completamente in Ram e pilota solamente qualche periferica, quindi non va a toccare nulla della macchina che lo ospita. Basta togliere il Cd e riavviare e il pc torna come prima.
Quindi non si fa nessuna installazione e nessuna partizione sarà necessaria. Lo spazio che occupa su Cd è pari a circa 190 MB, quindi si tratta di una distro piuttosto ridotta rispetto alle normali immagini .iso delle distribuzioni Linux classiche. Si può anche mettere su una chiavetta Usb, e giocare a Go in qualunque situazione, portandosela in tasca.
La trovata è appunto dedicare una distribuzione Linux sotto licenza GNU, quindi completamente libera, a un compito specifico, come può essere quello di giocare a Go.
Il sistema della distro è un ottimo modo anche per la dffusione del gioco, ed è questa infatti l’intenzione degli autori del tutto. Un po’ di copie sparse a scuola o in ufficio e possono sorgere qua e là perfino dei nuovi club Go, tempo permettendo...(1)
Il nome della distro s’ispira naturalmente ai manga/anime giapponesi.
Ecco come “Giocagiò” Giampaolo Dossena introduce il Go nel suo manuale “Giochi da Tavolo”:
Nel 735 d.C. viene introdotto in Giappone col nome di Go un gioco cinese che sembra risalga a 2000 anni prima della nascita di Cristo. In Cina era noto con il nome Wei-ch’i, e veniva consigliato da Confucio ai ricchi oziosi per tenersi la mente in allenamento.
In Giappone il Go fu coltivato dall’aristocrazia che ne fece materia di studio fondamentalmente nell’ambito delle arti marziali. L’insegnamento e le gare di Go furono sottoposte a controllo diretto dello stato fino al 1867.
Il gioco prevedeva vari livelli. Il più basso si chiamava “Shodan”. Quello più alto, “Kudan”, corrispondeva al nono grado e veniva assegnato raramente.
Il Go è diffuso anche in Corea con il nome di Pa-tok.
Introdotto nei paesi anglosassoni e in tutto il mondo occidentale dopo la prima guerra mondiale, il Go è considerato strategicamente più sottile e più ricco degli Scacchi. Riprendendo la frase dello scrittore Trevanian nel romanzo Shibumi (1979), tradotto in italiano col titolo Il ritorno delle gru (Sonzogno, 1980), “il Go sta agli Scacchi come la metafisica sta alla computisteria”. Altri hanno paragonato una partita a Go a quattro simultanee e interferenti partite a Scacchi, una a ciascuno dei quattri angoli del tavioliere(2).
In verità, un Maestro di Go non è automaticamente un Maestro di scacchi e... viceversa.

Sitografia

Per un più esauriente excursus sul Go rimandiamo l’internauta al sito istituzionale www.figg.org, nonchè al più globale progetto GNU Go, con tutte le sue provvidenziali risorse: dalla documentazione, al programma GNU Go, alla più o meno esaustiva directory del software libero dedicato al Go.

Letteratura

Rammentiamo infine agli appassionati (e non) il romanzo di Yasunari Kawabata “Il Maestro di Go”, SE SRL, Milano, 2001, e l’incluso saggio di Raffaele Rinaldi “Sull’Arte del Go”.


(1) Gabry, “Go di Linux!”, Hacker Journal, n. 99, 20 aprile - 4 maggio 2006, pp. 18-19.
(2) Giampaolo Dossena, “Giochi da Tavolo”, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano, 1984, p. 50.