Sonja Graf: not in my name!
Lawrence d’Arabia
Di origini russe, Sonja Graf nacque il 16 dicembre 1914
(1) a Monaco
di Baviera, ove il suo snaturato papà — già
prete in Russia — si era trasferito per riciclarsi pittore.
Herr Graf era infatti un Barbablù, e la ragazzina imparò
presto a sottrarsi all’amore molesto del genitore con lunghe
partite a scacchi nei Caffè cittadini. La pratica quotidiana —
e la scuola indiretta di avventori d’eccezione — le
frutteranno comunque non solo una via di fuga, ma anche doti e talenti, e per
tutta l’anteguerra Sonja sarà l’antagonista più
competitiva della mitica Vera Menchik, colei che per
prima si era accreditata nell’elitaria cerchia dei
maschi. Le scintillanti prestazioni di Sonja sia nel circuito unisex
che femminile, le apriranno le porte dell’inespugnabile regno di
Vera con due esclusivi
matches vis-à-vis: a Rotterdam nella primavera
del 1934 e al Semmering nell’estate del 1937. L’esito univoco
(due trionfi della Menchik) non sminuiscono né il coraggio né la presunzione di Sonja:
tutte le altre non eran che carne da macello al cospetto della
giunonica Campionessa; lei, se non altro, se l’era giocata!
Sonja era più graziosa che bella;
emotiva, irrequieta e spigolosa: al confronto della Menchik un
colibrì, con occhietti guizzanti e le dita sempre
attorcigliate a matite, penne o sigarette. Sonja era stata iniziata
agli scacchi a Monaco da maggiorenti quali Eduard Dyckhoff e Siegbert
Tarrasch: una scuola etica ancor prima che scacchistica. Se alle
Olimpiadi del ’36 era stato un nero afroamericano a
ridicolizzare il primato ariano dell’atletica, i cannibali
nazisti erano anni luce lontani dal sospettare un’insubordinazione
dell’uterina (ma anche mascolina) Sonja, minuta e pallida come malta di calce:
Quando giochi a scacchi,
tutto il corpo lavora. I piedi fremono. Dio mio, mi sento battere il
cuore a due tavoli di distanza! Contro la Menchik, quando lei era
Campionessa del Mondo, avevo partita vinta, ma giocai le tre mosse
più stupide che si potessero immaginare e persi(2).
Icona del Reich contro la sua volontà, Sonja
spregiò “trionfi” e “primati” in un
mondo a sovranità nazista. Nell’estate del ’39,
con il titolo di Campionessa tedesca in bacheca e l’imminente
Campionato del Mondo a Buenos Aires, Sonja osò negarsi
all’onnivoro Göbbels, il quale esigeva e pretendeva che lei indossasse
le vesti dell’ariana valchiria, pena il divieto di rappresentare
la Germania al Campionato del Mondo in Argentina. Erano anni assassini
e disperati, in cui anche nell’Italietta fascista ciurmaglie di
balilla, senza tema di ridicolo, non esitarono a millantarsi
celtici guerrieri. La minuta Sonja, invece, con la sua risicata
quarantina di chili e tutto il Reich contro, non si prestò a
posare per l’imbianchino nazista e lei, cittadina tedesca,
salpò per l’Argentina non in prima classe come una
regina nordica, ma nelle stive dei reietti e dei disperati in fuga.
Sono Sonja Graf. Sono nata a
Monaco, ma quand’ero in Argentina nel 1939, come Campionessa
tedesca, Göbbels mi proibì di rappresentare la Germania.
Gli argentini mi confezionarono allora una bandiera con impressa la
parola “Libre”, e “Libre” fu la mia
bandiera!(3).
Eterna seconda, anche a
Buenos Aires Sonja si confermò, e celebrò il canto del
cigno della bionica Vera Menchik, destinata a soccombere due anni
dopo nelle suburbie di Londra con mamma e sorella, seppellita dalle
bombe dei nazisti.
Sonja abiurò per sempre la Germania. Dopo un tribolato soggiorno in Argentina
da
emigré si accasò negli Stati Uniti, anche lei come la Menchik con un
Mister Stevenson. Aggiungerà al suo albo d’oro due
esotici titoli statunitensi (1957 e 1964), senza però più
librarsi alle altezze dei suoi giorni mitteleuropei. La sua stella,
ormai in penombra, tramontò per sempre a New York il 6 marzo
1965.
1. d4 d5 2. c4 e5 3. dxe5 d4 4. Cf3 Cc6 5.
e3?Era di prammatica 5. Cbd2 (5. ... Ae6 6. g3).
5.
... Ab4+ 6. Ad2 dxe3! 7. fxe3 Ac5 8. Db3 a6 9. Cc3 f6 10. Ce4 De7 11.
Cxc5 Dxc5 12. exf6 Cxf6 13. Ad3 0-0 14. 0-0-0 a5 15. Rb1 Ag4 16. h3
Axf3 17. gxf3 Ce5 18. f4 Cxd3 19. Dxd3 Tfd8 20. Dc2 Dc6!L’iniziativa
del Nero compensa
ad abundantiam il Pedone sacrificato.
21.
Thg1 Ce4 22. b3 a4! 23. Db2 Dh6 24. Ac3 Txd1+ 25. Txd1 Dg6! 26. Rc1
axb3 27. axb3 Dg3 28. Dc2?Addio alle armi! Era più
consona 28. Te1, sebbene dopo 28. ... Cc5 l’attacco del Nero
prosegua con elementare violenza.
28. ... Dxe3+ 29. Rb2
Cxc3De gustibus non est disputandum: 29. ...
Dxc3+! 30. Dxc3 Ta2+!.
30. Dxc3 Ta2+! 31. Il Bianco
abbandona
(1) “Come puntualizza Michael Negele (Wuppertal, Germania), i
libri scacchistici di consultazione offrono informazioni
contraddittorie sulla data di nascita di Sonja Graf. È
possibile rinvenire 15 febbraio 1912, 15 maggio 1912,
circa
1914 e 16 dicembre 1914. Non abbiamo alcuna valida informazione e
possiamo solo riferire che nell’edizione privata di
Chess
Personalia del 1994 Jeremy Gaige ha propalato ‘16-12-1914 BRD ???’
e accennato che è la data indicata sul certificato di morte”.
Edward Winter,
Chess Notes, (3408), 22 agosto 2004.
Traduzione di Giovanni Lucci.
(2) The New Yorker, 19
settembre 1964, p. 64.
(3) Idem.