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Klaus Junge

Lawrence d’Arabia


[ Klaus Junge ]Klaus Junge nacque a Conception (Cile) il I gennaio 1924 e morì a Welle (Germania) il 18 aprile 1945, al grido di “Sieg Heil!” e con indosso l’uniforme delle SS. Una morte di infausta gioventù. Ma prima, in vita, dai tredici ai vent’anni, Klaus si svelò Maestro di scacchi d’altissimo censo, sia nel circuito tedesco che nell’agone internazionale. In soli quattro anni di pratica d’élite domò purosangue della scacchiera quali Alexander Alekhine, Efim Bogoljubov, Gösta Stoltz, Cenek Kottnauer, Fritz Sämisch. Ecco come lo scheda il nostro Dizionario Enciclopedico degli Scacchi:
JUNGE KLAUS — Giocatore tedesco (01.01.1924 - 17.04.1945*). Giovanissimo, si impose all’attenzione dei critici per il suo gioco interessante e per alcune precoci affermazioni in tornei internazionali. Fu 1°-2° a Bad Oeynhausen; nel 1942 si classificò 1°-2° con Alekhine a Praga. Nel 1956 venne pubblicata una raccolta di sue partite sotto il titolo “Das War Klaus Junge”(1).
La famiglia Junge si trasferì dal Cile in Germania — presso Amburgo — nel 1930. Klaus aveva sei anni. La Germania degli anni ’30, non ancora elaborato il lutto della I Guerra Mondiale, si era arresa ai cannibali di un’ideologia esoterica e sterminatrice, votata al dominio dell’universo mondo. Campeggiava ovunque la svastica. E la la cosiddetta “Società Civile” — leggasi borghesi e piccoloborghesi — si era perlopiù (più o meno speranzosamente) rassegnata agli “immancabili destini” degli “uomini della Provvidenza”. Papocchi e reucci ammiccavano e benedivano piazze gremite di informi moltitudini, di “comici spaventati guerrieri” commossi e plaudenti. Ecco come, per esempio, l’insigne fisico italiano Ettore Majorana, in una lettera alla madre da Lipsia nel 1933, interpretava (magnificava?) il “risorgimento” tedesco:
La persecuzione ebraica riempie di allegrezza la maggioranza ariana. Il numero di coloro che troveranno posto nell’amministrazione pubblica e in molte private, in seguito all’espulsione degli ebrei, è rilevantissimo; e questo spiega la popolarità della lotta antisemita. A Berlino oltre il cinquanta per cento dei procuratori erano israeliti. Di essi un terzo sono stati eliminati; gli altri rimangono perché erano in carica nel ’14 e hanno fatto la guerra. Negli ambienti universitari l’epurazione sarà completa entro il mese di ottobre. Il nazionalismo tedesco consiste in gran parte nell’orgoglio di razza. Tutti gli insegnanti hanno avuto raccomandazione di esaltare nelle scuole il contributo dato alla civiltà dalla razza nordica, e anche il conflitto ebraico è giustificato più con la differenza di razza che con la necessità di reprimere una mentalità socialmente dannosa. In realtà non solo gli ebrei, ma anche i comunisti e in genere gli avversari del regime vengono in gran numero eliminati dalla vita sociale. Nel complesso l’opera del governo risponde a una necessità storica: far posto alla nuova generazione che rischia di essere soffocata dalla stasi economica(2).
Il moccioso Klaus non si perdonerà mai il nazismo con gli ipocriti artifici del “genio” Majorana (“una necessità storica”). Dal nazismo Klaus fu inghiottito e corrotto in tutta l’innocenza dei suoi sei anni. Egli era allora alle elementari; e per di più era alto, bello e biondo: l’ideale prototipo d’un ariano. Gli fu insegnato tutto a scuola. Deutschland uber alles. Algoritmi di morte. Cerimoniali, assoluti e liturgie. Un automa a passo d’oca.
Il Memorial Duras a Praga nel 1942 sarà il suo canto del cigno, allorché l’appena diciottenne Klaus ripose la scacchiera e si arruolò nelle SS, per omologarsi a tutti gli altri suoi coetanei, cieche stalattiti, anaffettivi soldatini di latta. La sua vita non eluse il fato e fu già allora una morte di infausta gioventù. Klaus morì a Welle il 18 aprile 1945, allorché le soldataglie superstiti delle SS s’immolavano come oche in batteria per difendere Amburgo dalle colonne di cingolati inglesi. Il sottotenente Klaus Junge del XII battaglione delle SS, in spregio al galateo militare, rifiutò l’onta d’una resa incruenta e cadde, anonimo ma eroico, al grido di “Sieg Heil!” nella distesa di corpi combattenti. Gli era stato insegnato tutto a scuola. Klaus fu il terzo di tre fratelli a morire per la svastica. Il padre, Carlos Otto Junge, forse più per disperazione che per rimorso, ispirò nel 1956 una biografia (scacchistica) del figlio. Ma nessuno intese celebrare un “eroe” nazista. La Germania si destò dal suo lungo sonno scacchistico nei primi anni ’70, allorché salutò in Robert Hübner il primo degno erede di Klaus Junge, morto di infausta gioventù quasi cinque lustri prima.

K. Junge - C. Kottnauer
Praga, 1942
Semi-Slava D46

1. d4 d5 2. c4 e6 3. Cc3 c6 4. e3 Cd7 5. Ad3 Cgf6 6. Cf3 Ae7 7. 0-0 0-0 8. b3 b6 9. Ab2 Ab7 10. De2 c5 11. Tad1
L’alternativa è 11. cxd5 exd5 12. Tfd1 (12. Ce5 cxd4 13. exd4 Ab4 14. Cd1 Ce4 15. Ce3 Cxe5 16. dxe5 Ac5 17. Tad1 con preferenza per il Bianco, Uhlmann - Botvinnik, Hastings 1966-’67) 12. ... Te8 13. Tac1 Tc8 14. Aa6 con vantaggio per il Bianco.
11. ... Dc7
Se 11. ... Ce4 allora 12. dxc5 Cxc3 13. Axc3 bxc5 14. cxd5 exd5 15. Aa6 con vantaggio per il Bianco, Euwe - Winter, Nottingham 1936.
12. Ce5 Tad8
Lungi da 12. ... cxd4? 13. exd4 Tad8 14. f4 g6 15. Ab1! Tfe8 16. Td3! Cf8 17. Tg3 a6 18. h4! C6d7 19. h5 Af6 20. cxd5 exd5 21. hxg6 fxg6 22. Cd1! Ag7 23. Ce3 Cf6 24. f5 Ch5 25. Th3 Txe5 26. dxe5 Axe5 27. fxg6 hxg6 28. Axg6! Cxg6 (non 28. ... Cg3 per 29. Txg3 né 28. ... Cf4 per 29. Txf4) 29. Dxh5 il Nero abbandona, Bogoljubov - Spielmann, Semmering 1932, 10ª del match.
13. f4 Ce4? 14. Cb5!
47 anni dopo Zsuzsa (oggidì Susan) Polgar preferirà 14. Axe4 dxe4 15. Cb5 Db8 16. d5 Cf6 17. dxe6 fxe6 18. Cg4 (Zsu. Polgar - Denker, New York 1989). Junge è a nostro avviso più ispirato.
14. ... Db8 15. Cxd7! Txd7 16. dxc5 Cxc5 17. Axh7+!
Degno erede di Emanuel Lasker!
17. ... Rxh7 18. Dh5+ Rg8 19. Axg7!! f5
Il secondo Alfiere è tabù: 19. ... Rxg7 20. Dg4+ Ag5!? (onde interferire in settima; se 20. ... Rf6 allora 21. Dg5 matto, mentre 20. ... Rh7 e 20. ... Rh8 sono confutate da 21. Tf3) 21. Dxg5+ Rh8 22. Dh6+! Rg8 23. Tf3 e requiem (23. ... Ce4 24. Cc3!). Parimenti dopo 19. ... f6 20. Tf3 il Nero è in ginocchio.
20. Ae5!
Minaccia sia 21. Dg6+ che 21. Axb8.
20. ... Af6
A malincuore, ma se 20. ... De8 allora 21. Dh8+ Rf7 22. Dg7 matto.
21. Axb8 Th7 22. De2 Txb8 23. Cd6 Aa6 24. b4 Ca4 25. b5 Cc3 26. Dc2 Cxd1 27. Txd1 Td8 28. Cxf5 Ab7 29. Cd4 dxc4 30. Dg6+ Ag7 31. Dxe6+ Rh8 32. De7 il Nero abbandona.

K. Junge - W. Sahlmann
Amburgo, 1944
Siciliana B84

Il virgolettato è di Leonard Barden & Wolfang Heidenfeld, “Modern Chess Miniatures”, Dover Publications, Inc., New York, 1977, pp. 56-57. Traduzione di Giovanni Lucci.

1. e4 c5 2. Cf3 e6 3. d4 cxd4 4. Cxd4 Cf6 5. Cc3 d6 6. Ae2 a6 7. 0-0 Dc7 8. f4 b5
“Prematura, e la causa dei prossimi guai del Nero. Giusta è 8. ... Cc6”.
9. Af3 Ab7 10. e5 dxe5 11. fxe5 Cfd7 12. Axb7 Dxb7 13. Dh5 g6
“Il Nero è costretto a debilitare la posizione del Re, giacché se 13. ... Cc5 14. b4 eppoi Cd4xe6, mentre se 13. ... Cb6 14. Cxe6 g6 15. Dh3 fxe6 16. Dxe6+ Ae7 17. Ag5 Cc6 18. Df7+ [preferiremmo però 18. Ce4! — N.d.R.] 18. ... Rd8 19. Tad1+ con attacco decisivo”.
14. Dh4 Ag7
Nondimeno dopo 14. ... Ac5 15. Ae3 (15. Rh1 Axd4 16. Dxd4 Cc6 17. Dh4 0-0 18. Ah6 Ccxe5 19. Ce4 f5 20. Cd6 Dc6 21. De7 Cf7 22. Axf8 Txf8 23. Tad1 Cc5 24. Tfe1 b4 25. Td4 a5 26. Ted1 Db6 27. Ce8 Txe8 28. Dxe8+ Rg7 29. Td7 il Nero abbandona, Riumin - Ragozin, Leningrado 1938) 15. ... Cc6 16. Ce4 il vantaggio del Bianco è solare.
15. Ce4 Axe5 16. Cf3 Db6+ 17. Rh1 Ag7 18. Ae3!
“Un tocco grazioso, col quale il Bianco — con guadagno di tempo — coinvolge l’ultima delle sue Figure minori, giacché se 18. ... Dxe3 allora 19. Cd6+ Rf8 20. Dd8 matto”.
18. ... Dc7 19. Cfg5 h5 20. Txf7 De5 21. Af4
De gustibus non est disputandum (21. Txg7 Dxg7 22. Cxe6).
21. ... Dxe4
“Disperazione, ma se 21. ... Dxb2 allora 22. Cd6+ Rd8 23. Cxe6 matto”.
22. Cxe4 Rxf7 23. Cg5+ il Nero abbandona.
“Questa fu l’ultima partita disputata dal giovane Maestro tedesco, ucciso in combattimento negli ultimissimi giorni di guerra. I tempi d’orologio costituiscono un’interessante lettura. Il Bianco impiegò 16 minuti, il Nero un’ora e 28 minuti, vale a dire che se Junge fosse vissuto avrebbe potuto esplicare una rapidità di calcolo pari a quella di Tal oggigiorno”.


* Gli storici non sono unanimi a proposito del giorno della morte di Junge: per Adriano Chicco e Giorgio Porreca fu il 17 aprile 1945, per altri (coi quali conveniamo) il 18 aprile.
(1) Adriano Chicco, Giorgio Porreca, “Dizionario Enciclopedico degli Scacchi”, U. Mursia & C., Milano, 1971, p. 286.
(2) Leonardo Sciascia, “La Scomparsa di Majorana”, Giulio Einaudi s.p.a., Torino, 1981, pp. 50-51.