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~ Copyleft © 2004 Gluck ~

Long ago, far away... un passaparola, una rivoluzione: alludiamo al copyleft, già ieri dubitosamente supposto o deriso come utopia digitale. Il sito CopyDOWN si è costituito come portale no-copyright e distribuisce aggratis un vademecum (ahimè, in formato pdf) per istruire i resistenti all’impegnativa pratica del mordi e fuggi. Le licenze libere sono ormai un’esigenza globale, here, there and everywhere.
In Italia è oggidì à la page la licenza Creative Commons, per esser estremamente personalizzabile, e la cui ricorrente liberatoria — “Some rights reserved” — è più eloquente d’ogni altra cavillosa congettura.
Le licenze libere — o “quasi” libere — sono una messe, e tutte si prefiggono di confutare il concetto feudale di “Proprietà Intellettuale” — e l’abbinato corollario di “Copyright” — ordito dalle società capitalistiche per “immortalare” l’eterno ingrasso di corporati e plutocrati.
Le licenze libere si ispirano perlopiù alla storica GNU General Public License, ponzata illo tempore per il software libero, ma declinabile anche a codice non software, purché la sostanza s’attagli al concetto di “source code”.
Per la Creative Commons rimando l’utonto poliglotta al sito http://creativecommons.org/, e l’italico utonto al sito made in Italy (ma non griffato!) http://www.creativecommons.it/, onde sincerarsi del progetto e delle sue ancor nebulose implicazioni giuridiche.
La situazione in Italia è infatti vieppiù controversa per coloro i quali anelano il copyleft o comunque non si riconoscono nel concetto di copyright artatamente millantato dai funzionari di società autori editori ahimè italianissime. Per altro, nel paese degli ordini (non sempre professionali), delle baronie e delle tecnocrazie parassitarie, in cui la Politica è da sempre genuflessa al Capitale, la Liberalità è invisa e temuta come e più di falce e martello. Cui prodest? The answer, my friend, is blowing in the wind...
Un’altra licenza libera e copyleft d’alto profilo è la Free Art License, intesa soprattutto per elaborazioni artistiche; una licenza, a mio avviso, ancor più ispirata della celebratissima Creative Commons.
Interessante è anche la Design Science License, una licenza libera e copyleft non compatibile col software (per cui è di prammatica la GNU GPL) né con la documentazione del software (per cui è di prammatica la GNU FDL), ma eventualmente permeabile a tutte le altre elaborazioni.
Per la documentazione (del software e non) l’imperativo è naturalmente la GNU Free Documentation License: (ergo documentazione del software, ma anche handbooks, dizionari, enciclopedie, eccetera).
I resistenti più riottosi possono infine esperire, in alternativa a tutte le licenze anzidette, il Pubblico Dominio, e... confidare nella carità del prossimo!
Il sito più esaustivo a proposito di licenze libere (e non) è a tutt’oggi: http://www.gnu.org/licenses/licenses.html.
Nel mentre, resistere, resistere e resistere con l’abracadabra di CopyDOWN:

copyDOWN
DOWNload
a copy,
upLOAD
an idea

Licenze

Creative Commons
GNU Free Documentation License
Free Art License
Design Science License

Bibliografia

Antonio Bernardi, “A scuola bisogna saper copiare!”, Linux Magazine, n.ro 6, luglio/agosto 2002, pp. 92-93;
Roberto Galoppini, “Mai dire open source”, Linux Magazine, n.ro 3, marzo 2004, pp.88-89;
Serena Iovacchini, “Ultime novità sul diritto d’autore”, Linux Magazine, n.ro 3, aprile 2002, pp. 95-96;
Andrea Monti, “ Bollino SIAE Aggiornamenti Sorprese”, Linux & C., n. 15, aprile 2001, pp. 80-81;
Andrea Monti, “Come scrivere una licenza”, Linux & C., n. 17, luglio/agosto 2001, pp. 80-81;
Andrea Monti, “Bollino SIAE: un regolamento ‘fatto su misura’”, Linux & C., n. 19, novembre 2001, pp. 80-81;
Andrea Monti, “Fiduciary License Agreement”, Linux & C., n. 31, 2003, pp. 80-81;
Bernardo Parrella, “Scienza e creatività stile open source”, Linux Magazine, n.ro 2, febbraio 2004, pp. 88-89;
Carlo Piana, “SCO, copyright e buona fede”, Linux Magazine, n.ro 4, aprile 2004, pp. 90-91;
Maria Chiara Pievatolo, “Le virtù dimenticate dei beni pubblici”, Linux Magazine, n.ro 2, febbraio 2004, pp. 88-89;
Maria Chiara Pievatolo, “Le mani del passato”, n.ro 9, ottobre 2004, p. 96;
Maria Chiara Pievatolo, “Il pirata di Königsberg”, Linux Magazine, n.ro 4, aprile 2004, p. 89.