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Alessandra Riegler

~ Copyleft © 2005 Giovanni Lucci ~


Tredici avversarie in tredici anni. Un’epopea. Un’odissea. Un mutuo in cartoline e francobolli. Uno stillicidio lungo tutta un’adolescenza, a coronamento di cui, la già quattro volte Campionessa Italiana di scacchi “live” (1994, 1995, 1996 e 1996) Alessandra Riegler (Modena, 24 maggio 1961), si è laureata — contro tutti i pronostici di oracoli e Cassandre — Campionessa del Mondo per corrispondenza. Per l’Italia “industrializzata” — ormai sepolti gli arcaici crani del Puttino e del Siracusano — è la prima volta.
E d’improvviso tutti — anche e soprattutto i non addetti ai lavori — si interessano a lei, anonima signora dell’italica provincia, già insegnante di Fisica e Chimica alle superiori di Sassuolo: prima il TG3, poi Il Resto del Carlino e Panorama...
Alessandra è stata iniziata agli scacchi ancora con i denti di latte dal papà, ma sarà poi, anni dopo, un professore di Matematica dell’Università di Modena a coinvolgerla e motivarla nell’arcana scienza del nobil giuoco. Da allora la Riegler presenzierà spesso — e sempre con onore — la torneistica sia nazionale che internazionale. Il suo esordio negli scacchi per corrispondenza risale invece al 1992, e già nel 1994 l’ASIGC la convoca per le Semifinali del VI Campionato del Mondo femminile per corrispondenza. Prima il trionfale ingresso in Finale e poi il titolo iridato: un’autentica donna cannone!
Sposatissima, la Riegler si innamorò del suo Principe Azzurro nel 2000, on-line, in una chat scacchistica, come in una fiaba del terzo millennio.
Ecco uno stralcio dell’articolo di Silvia Grilli per Panorama:
“Ho iniziato il campionato del mondo per corrispondenza nel 1992, eravamo 14 giocatrici”, ricorda Alessandra che, anche quando parla, sembra programmata al rallentatore. “Giocavo una partita con ognuna delle mie 13 avversarie. Il colore veniva scelto per sorteggio. Ovviamente chi aveva il Bianco eseguiva la mossa iniziale e spediva la prima cartolina all’avversaria”, ricorda. Rovista nel mucchio di mille cartoline che sono la prova delle sue mosse di 13 anni. Prende quella della sua partita finale con la croata Maya Zelcic, arrivata seconda. La mostra. Sulla sinistra c’è una griglia in cui sono scritte le mosse in un linguaggio di numeri incomprensibile a noi umani non giocatori di scacchi. Sulla destra c’è il disegno di una scacchiera, quindi quattro riquadri in cui segnare la data del timbro postale della cartolina avversaria, il giorno in cui è effettivamente arrivata, quello in cui si risponde e il tempo di riflessione che passa tra mossa e contromossa.
“Il regolamento ci dava 30 giorni per ogni 10 mosse”, spiega la campionessa del mondo. “Se riuscivo a rispondere in 20 giorni, ne risparmiavo 10 da utilizzare nel seguito della partita”. Il tempo più lungo era quello dell’attesa che arrivasse la posta. “Quando giocavo con l’argentina Liliana De Locio ci voleva almeno un mese e mezzo prima che le arrivasse la cartolina e altrettanto ne passava prima che io ricevessi la sua”. Chissà perché mai non utilizzassero le email, invece di comportarsi come se vivessero in un mondo di 100 anni fa. “Perché il mondo”, risponde Alessandra, che ha imparato il segreto di saper aspettare, “non è soltanto la società urbana avanzata di Milano, New York o Tokyo. È fatto anche di chi non ha il collegamento con internet e non utilizza le email. Molti di questi sono giocatori di scacchi”.
L’ultima partita della finale mondiale l’ha giocata proprio con l’argentina De Locio. È durata cinque anni e 66 mosse. Iniziata nel marzo 2000, è terminata nel marzo 2005. È finita patta, ma nel conteggio dei punti del campionato Riegler è arrivata a 8 e mezzo su 11, ha distanziato De Locio, ha distanziato anche Luba Kristol, un’israeliana che era stata per due volte campionessa del mondo, e ha lasciato al secondo posto Maya Zelcic, l’ultima che poteva raggiungerla e superarla per spareggio tecnico. Tra avversarie non si sono neppure mai sentite al telefono. Però si scrivevano, negli spazi liberi delle cartoline dove non andavano segnate le mosse. “Quando c’è stato il crollo economico in Argentina, Liliana De Locio mi raccontava che cosa stesse succedendo nel suo paese. E Luba Kristol mi scriveva di come viveva in Israele, della paura dei kamikaze” (1).
Ecco infine Alessandra all’opera con l’israeliana Luba Kristol:

A. Riegler - L. Kristol
VI Campionato del Mondo femminile per corrispondenza, 2004
Siciliana B31

1. e4 c5 2. Cf3 Cc6 3. Ab5 g6 4. 0-0 Ag7 5. Te1 e5 6. Axc6 dxc6 7. d3 De7 8. a3 [8. b4!? cxb4 9. a3 ∞] 8. ... Ch6 9. h3 f6 10. Ae3 Cf7 11. Dd2 a5 12. Dc3 b6 13. Cbd2 Dc7 14. b4 cxb4 15. axb4 a4 16. b5 c5 17. Db2 Cd6 18. Cb1! [Δ Cc3 × a4, d5] 18. ... 0-0 19. Cc3 f5 20. Txa4 Txa4 21. Db3+ Rh8 22. Dxa4 fxe4 23. Cd5 Db7 24. dxe4 Cxe4 [24. ... Axh3 25. Da6! ±] 25. Dxe4 Af5 26. Dh4 Dxd5 27. c4 Dd7 28. Ah6 e4 29. Cg5 Te8 30. Axg7+ Dxg7 31. Df4 [Δ g4; 31. Cxe4?? Dd4 -+] 31. ... h6 32. Cxe4 Te5 33. h4 Axe4 34. Txe4 Txe4 35. Dxe4 Da1+ 36. Rh2 Df6 37. f3 Rg7 38. Rh3 h5 39. g4 hxg4+ 40. Rxg4 Dd6 41. h5 Dd7+ 42. Rg3 gxh5 43. Rh4 Df7 44. Rg5 h4 45. Rxh4 Rh8 46. Dd5 Df4+ 47. Rh5 Df7+ 48. Rg5 [48. Dxf7?? =] 48. ... Dg6+ 49. Rf4 [49. Dxg6?? =] 49. ... Df6+ 50. Re4 Dh4+ 51. f4 De1+ 52. Rf5 Db1+ 53. Re5 Rg7 54. Rd6 il Nero abbandona.


(1) Silvia Grilli, “Per dare scacco matto ci ho messo 13 anni”, Panorama, 18 luglio 2005.